Uno dei
fenomeni di costume che ha assunto un ruolo sempre più importante
negli ultimi anni è certamente quello del tatuaggio, da intendersi
nel senso più ampio del termine. Nello specifico, trucco permanente,
tatuaggio artistico, dermopigmentazione para medicale,
tricopigmetazione, sono solo alcuni dei termini utilizzati per
indicare specializzazioni estetiche caratterizzate da un’azione
comune: iniettare mediante aghi monouso determinati pigmenti nel
derma,
lo strato della pelle in cui vengono depositate le molecole di
pigmento sia nell’esecuzione di un’arcata sopracciliare, di una
cicatrice periareolare (posta, cioè, al bordo dell’areola) o nel
disegnare in maniera indelebile un possente cuore tribale. Si tratta
di universi estetici che hanno molte caratteristiche comuni. Le
differenze fondamentali, invece, sono principalmente di tre
tipologie: tecniche,
chimiche e motivazionali.
Le prime
riguardano le attrezzature ed i materiali utilizzati, le cosiddette
"macchinette”. Si tratta di macchinari caratterizzati da
strutture diverse e soprattutto da pulsazioni e frequenze maggiori
per il tatuaggio classico, meno rapide e più morbide per il trucco
permanente. Anche gli aghi giocano un ruolo importante,
diversificandosi per numero e forma, arrivando addirittura a 41 aghi
nella body tattoo mentre solo a sette nella dermopigmentazione.
Le
seconde, differenze di tipo chimico, si riferiscono principalmente ai
pigmenti utilizzati, che sono certamente di diversa natura dal punto
di vista chimico-organico, ma soprattutto nella micronizzazione delle
molecole. Infatti le sostanze coloranti per la micropigmentazione
sono caratterizzate da molecole inferiori ai 20 micron in modo da
poter essere fagocitate dai macrofagi, digerite e smaltite in un
lasso di tempo non preventivabile ma sicuramente effimero. Quelle
invece per il tatuaggio classico hanno dimensioni maggiori, creando
un’impossibilità di fagocitosi a fronte di una persistenza
illimitata. Altra differenza fondamentale è data dalla presenza di
resine acriliche contenute all’interno dei pigmenti utilizzati per
il tatuaggio artistico che impediscono la lettura di queste sostanze
coloranti da parte dei macrofagi.
E’
necessario e doveroso che tutte le attrezzature e pigmenti , in
entrambe le specializzazioni, siano in corrispondenza con le leggi
vigenti, ed essere accompagnati da certificati di conformità, schede
di sicurezza in 16 punti e dichiarazioni di atossicità e sicurezza.
Parlando di
differenze motivazionali, a prescindere che si tratti di tatuaggio
artistico o di trucco permanente, le ragioni che spingono ad un
trattamento di dermopigmentazione sono davvero innumerevoli . Certo è
che tale scelta è sicuramente soggettiva e, in quanto tale, va
sempre rispettata anche se a volte può sembrare incomprensibile.
Sottolineare un momento importante della propria vita, ricordare una
persona cara, festeggiare la nascita di un figlio, o più
semplicemente il puro piacere estetico. Questi sono solo alcuni
esempi che possono motivare la decisione di fare un tatuaggio
artistico. Sono, forse, più immediati e comprensibili i motivi che
giustificano la scelta di un trucco permanente. Da sempre
riconosciuto come tatuaggio correttivo, finalizzato cioè ad
attenuare imperfezioni del viso - una sopracciglia meno folta
dell’altra, una rima labiale non perfetta o una rima ciliare
impercettibile – è utilissimo anche per valorizzare ed armonizzare
dei tratti del volto non necessariamente invalidanti dal punto di
vista estetico o a conferire quella sensazion.
Toni Belfatto
23 Maggio 2011